Le donne single più felici degli uomini single: ecco gli studi che lo confermano

donne singole chiosco spiaggia

Le donne single sono, in media, più soddisfatte della propria vita rispetto agli uomini single. Lo conferma uno studio recente pubblicato su Social Psychological and Personality Science, che mette in discussione stereotipi tenaci e offre una fotografia aggiornata del benessere nella condizione di single.

Che cosa ha analizzato lo studio

La ricerca, firmata da Elaine Hoan e Geoff MacDonald dell’Università di Toronto, ha messo insieme i dati di 5.941 adulti single con età media di circa 31,7 anni. Gli autori hanno tracciato un profilo descrittivo delle differenze tra i sessi su vari indicatori di benessere in singlehood: soddisfazione per lo status relazionale, soddisfazione di vita, soddisfazione sessuale e desiderio di un partner. Il quadro che emerge è netto: le donne single riportano livelli più alti di soddisfazione su più dimensioni e un minore desiderio di trovare un partner rispetto agli uomini single. Per approfondire: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40546788/

I risultati principali

Secondo gli autori, le donne single risultano mediamente:

  • più soddisfatte del loro status relazionale
  • più soddisfatte della vita nel complesso
  • più soddisfatte della sfera sessuale
  • meno inclini a desiderare un partner rispetto agli uomini single

Queste differenze restano osservabili anche controllando per variabili demografiche di base, suggerendo che non si tratta di un semplice effetto di età o composizione del campione, ma di un pattern che si ripete in modo coerente.

Possibili spiegazioni: reti sociali, autonomia e costi/benefici della coppia

La letteratura divulgativa che commenta il lavoro di Hoan e MacDonald propone alcune interpretazioni utili per leggere i risultati. Le donne tendono a disporre di reti amicali e familiari più ricche e di una maggiore autonomia economica, elementi che possono rendere meno pressante la ricerca di una relazione romantica come fonte primaria di supporto. Dall’altro lato, gli uomini sembrano percepire maggiori benefici dal mettersi in coppia, anche perché nelle relazioni eterosessuali persistono squilibri – ad esempio nella divisione del lavoro domestico e nell’attenzione al piacere femminile – che rendono la relazione relativamente più vantaggiosa per i partner maschili. Queste chiavi di lettura, pur non essendo il cuore sperimentale dello studio, aiutano a inquadrare perché le donne single possano sentirsi meglio dei coetanei uomini.

Cosa significa per il benessere e per le politiche sociali

Lo studio invita a rivalutare la condizione di single non come fase transitoria da “aggiustare”, ma come stile di vita pieno e soddisfacente per molte persone, in particolare per le donne. Le implicazioni pratiche sono diverse:

  • nei servizi di counseling e salute mentale occorre evitare l’assunto implicito che “stare in coppia sia sempre meglio”;
  • le politiche urbane e del lavoro possono sostenere il benessere dei single con misure che valorizzino comunità, tempo personale e mobilità;
  • i media e la comunicazione pubblica possono smontare narrazioni che dipingono la donna single come “mancante” di qualcosa, valorizzando invece autonomia, competenza e reti sociali.

Questa cornice è coerente con un filone più ampio di ricerche che documentano come la singlehood possa essere associata a esiti positivi di salute e soddisfazione, specie quando sostenuta da buone connessioni sociali e possibilità di crescita personale.

Limiti e cautele nella lettura dei dati

Gli autori presentano un lavoro descrittivo su un ampio campione, non un esperimento che dimostri nessi causali. Inoltre, il campione risulta in gran parte giovane e in buona misura eterosessuale: è prudente evitare generalizzazioni a tutte le fasce d’età, a ogni contesto culturale o a ogni orientamento. Saranno utili studi futuri – inclusi quelli su culture diverse – per verificare quanto e come questi risultati si replicano e con quali meccanismi. Nel frattempo, la sintesi più sobria è questa: in media, le donne single stanno meglio degli uomini single su vari indicatori di benessere, e desiderano meno spesso cambiare status.

Perché il risultato è importante

Ribadire con dati che la felicità non richiede per forza una coppia ha un valore culturale, clinico e politico. Significa rafforzare l’idea che la qualità delle relazioni non romantiche – amicizie, famiglia, comunità – e la padronanza del proprio tempo sono risorse centrali del benessere. Per le donne, i numeri dello studio indicano che l’autonomia e il capitale sociale possono compensare, e talvolta superare, i benefici attesi dall’ingresso in una relazione. Per gli uomini, i dati suggeriscono l’importanza di investire in reti sociali significative e competenze di cura di sé anche al di fuori della coppia, riducendo la dipendenza psicologica da un’unica fonte di supporto. Fonte principale: Social Psychological and Personality Science, DOI 10.1177/19485506241287960. SAGE Journals

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